“Una vita per l’ortopedia” in ricordo del Prof Vittorio Monteleone

Con grande tristezza e profonda commozione abbiamo appreso della scomparsa del Professor Vittorio Monteleone, co-fondatore di OTODI. La sua perdita lascia un vuoto immenso non solo nella comunità ortopedica, ma anche in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco.

Il Professor V. Monteleone è stato un pilastro fondamentale della nostra disciplina, non solo per il suo contributo scientifico e clinico, ma anche per la sua dedizione all'insegnamento e alla formazione delle nuove generazioni di ortopedici. La sua co-fondazione di O.T.O.D.I. rappresenta uno dei tanti lasciti duraturi della sua carriera straordinaria, un punto di riferimento che continuerà a guidarci e ispirarci negli anni a venire.

In questo momento di profondo dolore, desideriamo esprimere la nostra più sentita vicinanza alla famiglia e a tutti i colleghi. La sua memoria vivrà nei cuori di tutti noi che abbiamo avuto l'onore di apprendere dalla sua immensa saggezza e umanità.

O.T.O.D.I. Ortopedici Traumatologi Ospedalieri d’Italia
Il Presidente Dr Fabrizio Cortese

 

 

 

Ortopedici e burocrazia, 410 minuti al giorno per i moduli

(ANSA) – ROMA, 22 FEB – A contare il tempo perso per dimissioni, compilazione di moduli, prescrizioni, certificazioni e tutti i vari adempimenti burocratici, quello che rimane da dedicare ai pazienti si riduce a poche decine di minuti, neanche un’ora al giorno a ortopedico. Sono questi i risultati della ricerca dal titolo emblematico “Tempo perso” realizzata dalla società scientifica OTODI Ortopedici e traumatologi ospedalieri di Italia, in collaborazione con OTODI Young. L’analisi ha raccolto i dati di 82 unità ospedaliere di ortopedia e traumatologia italiane (il 20% delle 400 totali). L’ortopedico in ambulatorio o in pronto soccorso, su una media di 30 prestazioni giornaliere, dedica fino a 410 minuti al giorno alla compilazione di moduli per presidi ortopedici, certificati di malattia o Inail oltre che la programmazione di controlli, il collegamento dei database ai sistemi tessera sanitaria e la firma dei referti con token. Il chirurgo ortopedico può trascorrere in reparto fino a quattro ore al giorno solo per la compilazione delle cartelle cliniche, o per completare le procedure finalizzate alla dimissione dei pazienti, o la compilazione dei moduli di richiesta di continuità assistenziale. In sala operatoria il chirurgo può trascorrere oltre 100 minuti al giorno per la registrazione dei codici degli impianti, la compilazione del verbale operatorio o lo scarico dei mezzi di sintesi. In una equipe di 10 chirurghi, delle 24 ore complessive, 11 ore sono dedicate a questioni burocratiche. “Tutto questo ha diverse cause – rimarca Vincenzo Caiaffa, Presidente di OTODI – abbiamo connessioni lente, banche dati che non parlano tra di loro. Tutto questo rallenta il nostro lavoro, anziché agevolarlo come dovrebbe essere l’obbiettivo della digitalizzazione”. (ANSA).